Recensione "Mamma d'un comunista" - Rosanna Pontoriero


"Oggi abbiamo addirittura le macchine, i treni, i cinematografi, ma non abbiamo i diritti: chi nasce povero continua a non essere nessuno, come se venisse al mondo inanimato."


 Oggi è la giornata mondiale del libro e non potevo non celebrarla con la recensione del libro di Rosanna Pontoriero, "Mamma d'un comunista". 

Sono stata estremamente grata e felice di leggere questo romanzo che racconta l'Italia negli anni del secondo dopoguerra, in particolare sul divulgarsi delle idee del partito comunista.
Il protagonista è Luciano, giovane operaio che vive in un quartiere poverissimo con la madre vedova: la loro casa a stento si regge in piedi, si mangia poco e solo ciò che ci si può permettere e si lavora troppe ore al giorno per uno stipendio misero.
Nella fabbrica dove lavora Luciano iniziano ad esserci voci rivoluzionarie: gli uomini e le donne iniziano a prendere coscienza della propria condizione sociale e iniziano a lottare per i propri diritti. È proprio una donna, forte come un uragano, che accompagna il viaggio di Luciano nella politica: è Monica, cameriera presso la piccola osteria del marito e madre di un bambino nato dopo un abuso.
Monica ha un passato molto doloroso e la sua vita matrimoniale non è delle più felici. Dunque, si fa portavoce del diritto al divorzio e della parità di genere.
È il personaggio femminile che più ho amato in questo romanzo ed è stato commovente ricordarmi di quanto sia fortunata ad avere diritti che prima non erano nemmeno presi in considerazione. Come già spiegato, sono vicina alle idee del comunismo italiano e questo libro è il racconto di una lotta che non si è mai fermata.
Il modo di scrivere dell'autrice Rosanna mi piace, anche se a volte l'ho considerato un po' troppo frettoloso. Una cosa è ovvia: l'amore riversato fra le pagine di carta.


Pagine: 130

Editore: Scatole Parlanti

Costo: 15,00€

Voto: ★★★★★


-Collaborazione-

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